Inviato da: profbeppe il 11/12/2018 23:20:00 191 letture

• Secondaria di Vescovato A ottant'anni dalle leggi razziali: PER NON DIMENTICARE!

A ottant'anni dalle leggi razziali: PER NON DIMENTICARE!

Oggi 29 novembre 2018 noi alunni delle classi terze, unitamente ad altre classi della Scuola Secondaria di Vescovato, abbiamo partecipato a un incontro tenuto dal professor Giancarlo Corada sul tema delle leggi razziali, in occasione dell'ottantesimo anniversario della loro emanazione.  



Dopo una breve accoglienza da parte del sindaco di Pescarolo, Graziano Cominetti, l'incontro è iniziato con la visione di alcuni video. Le immagini in bianco e nero hanno testimoniato lo stato di disperazione e malessere, nel quale erano condannati a vivere gli Ebrei, e non solo, durante il nazifascismo. Queste scene hanno suscitato in ognuno di noi un senso di tristezza e pietà perché adulti e ragazzi come noi hanno patito ingiuste condanne per il solo fatto di essere considerati "diversi". Sono stati anche costretti a subire violentissimi soprusi, sono stati privati persino della loro dignità, fino alla morte. Vedendo queste immagini, ci si chiede come queste persone siano riuscite a trovare un "briciolo di felicità" per poter sopravvivere e sperare ancora nell'uomo.

La parola è poi passata al professor Corada che ha presentato il concetto di "razza".

Ci ha infatti ricordato che nel 1937 in Italia fu emanata una legge che vietava le unioni tra i bianchi e i neri; queste unioni venivano punite dallo Stato, se scoperte.

Ha inoltre specificato che, durante il periodo nazista, i Tedeschi si consideravano la razza perfetta. Hitler credeva nella superiorità della razza ariana: un uomo doveva essere alto, atletico, biondo e con gli occhi azzurri, anche se lui era esattamente il contrario!

Le leggi razziali del 1938 colpivano soprattutto gli Ebrei, che venivano considerati inferiori: essi, sia studenti sia docenti, erano esclusi dalle scuole e dalle attività economiche, politiche e sociali. Gli Ebrei non erano inoltre visti di buon occhio perché praticavano l'usura, al contrario dei cattolici, ai quali era vietata.

Da dove derivava tutto questo odio verso il popolo ebraico?

Gli Ebrei, a quel tempo, avevano un posto di primo piano nell'economia (oro, banche) ed erano riusciti ad arricchirsi. Si diceva che essi, al contrario dei cristiani, non fossero biologicamente puri e che per questo dovessero essere sterminati. Altra accusa che veniva loro mossa sin dall'antichità era quella di essere stati "deicidi", cioè i responsabili della morte di Gesù Cristo.  

Questa povera gente, durante le persecuzioni razziali, veniva prelevata dalle proprie abitazioni e deportata nei campi di concentramento, privata di ogni cosa, in particolar modo della libertà, ma anche del nome, sostituito da un numero che i Tedeschi tatuavano sul braccio di ogni prigioniero. Venivano così meno la dignità e il rispetto della persona. Non tutti gli Ebrei venivano uccisi subito, "i più fortunati" erano trasportati nelle fabbriche all'interno dei campi di concentramento, dove venivano impiegati in condizioni di lavoro durissime. Il professore ha sottolineato che nei lager sono morti cinque milioni di Ebrei.

I cancelli di Auschwitz, uno dei campi più tristemente famosi, furono aperti dai Russi il 27 gennaio 1945, data in cui si celebra la Giornata della Memoria.

Anche oggi, purtroppo, ci troviamo talora di fronte a episodi di discriminazione razziale, quindi è importante tenere questi tipi di incontri con le nuove generazioni. Questa lezione è stata per noi ragazzi un momento arricchente, che ci ha visti molto attenti e partecipi, curiosi di conoscere un passato che non vogliamo e non dobbiamo dimenticare!

 

Simone Bonini (3B)
Matteo Galli (3C)
Mariavittoria Giorgetti (3A)

Altre immagini